IL PROGETTO
L’acqua nel frattempo è un’installazione cinetica, luminosa e sonora che mette in relazione due temporalità apparentemente inconciliabili: la continuità del flusso e la caduta lentissima di una singola goccia.
La tecnologia introduce un paradosso percettivo: non rallenta l’acqua, rallenta il nostro modo di vederla.
Mentre una goccia attraversa lentamente lo spazio, un paesaggio sonoro restituisce la vastità e la potenza delle acque: il mare, le cascate, gli scorrimenti carsici.
È proprio in quello spazio che l’opera ci invita a fermarci, ad abbandonare per un momento il tempo produttivo e ad ascoltare ciò che continua a trasformarsi nel frattempo.
BIOGRAFIA
Chiara Sole Funiati è un’artista visiva e scultrice la cui ricerca attraversa materia, ecologia e tecnologia, interrogando le relazioni tra corpi, ambienti e presenze non umane.
La sua pratica si sviluppa tra scultura, installazione, video, suono e dispositivi interattivi.
Attraverso materiali organici e sintetici, acqua, luce e fenomeni sonori indaga i processi di trasformazione della materia e le temporalità, spesso lente o impercettibili, che attraversano gli ambienti naturali.
Da una prospettiva transfemminista e idrofemminista, la sua ricerca esplora l’agency della materia e la possibilità di decentrare lo sguardo umano.
L’osservazione diretta dei territori si intreccia alla sperimentazione materiale e tecnologica, generando dispositivi nei quali fenomeni minimi (uno scorrimento, una vibrazione, una variazione luminosa) diventano strumenti per alterare la percezione dello spazio e del tempo. Nel 2023 individua sulle coste del Salento il Plastitar, formazione derivante dall’interazione tra residui petrolchimici, plastiche e ambiente costiero,
successivamente oggetto di ricerca scientifica. Questo approccio al territorio come spazio di osservazione e relazione attraversa l’intera pratica.
Le sue installazioni costruiscono ambienti percettivi e sensoriali in cui materia, suono, luce e tecnologia agiscono insieme, cercando forme di ascolto capaci di far emergere ritmi e temporalità differenti da quelli che regolano l’esperienza umana.



